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Comune di 
Golfo Aranci
Provincia di Sassari 

Uno squalo volpe finisce nella rete dei pescatori

Golfo Aranci – Forse se andava a spasso alla ricerca di cibo di cui va ghiotto ma il richiamo di prelibati tonnetti, sardine e pesce azzurro, i suoi pasti prediletti, l’anno tradito, spingendolo pericolosamente sottocosta.

Così, è finito nelle reti di un pescatore, a largo di Capo Figari: per l’esemplare di squalo volpe, una femmina lunga oltre quattro metri, non c’è stato nulla da fare.
L’insolita pesca è avvenuta ieri mattina. Quando il pescatore ha tirato su le reti, lo squalo volpe, dal colore grigio e biancastro, era lì, insieme ad altri pesci. Subito è partita la segnalazione alla Guardia costiera golfarancina: gli uomini dell’ufficio circondariale marittimo, lo ha recuperato e portato a riva, a Cala Spada, e fatto intervenire una biologa del Crimm, il centro di ricerca mammiferi marini dell’Area marina protetta di Tavolara Capo Coda Cavallo, Francesca Magnone che lo ha esaminato.
Una presenza inusuale, quella dell’ “Alopidae volpinus”, questo il nome scientifico, nelle acque golfarancine, visto che solitamente vive in alto mare e raramente si avvicina così tanto alla costa. Una specie presente nel Mediterraneo, difficile comunque da avvistare perchè vive sott’acqua. “E’ probabile che sia arrivato qui, attirato dai cibi di cui va ghiotto”, ha spiegato la biologa. Sottolineando anche la caratteristica che contradistingue questa specie: la grande pinna caudale a forma di falce. L’esemplare di ieri ne aveva una lunga ben due metri e venti (la lunghezza totale era di quattro metri e 28 centimetri). Per lo squalo volpe, la visita nelle acque galluresi, insomma, non è finita bene. Il capolinea del suo viaggio sarà lo stesso mare in cui ha nuotato in questi giorni. “Appena avremo l’autorizzazione dal Comune e dall’Asl 2 – spiega il vice comandante della Guardia costiera, Antonio Anselli, che ha seguito le operazioni – lo riporteremo in mare perchè venga smaltito attraverso il reinserimento nella catena alimentare”.

La Nuova Sardegna del 01/05/2008

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