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Merci dalla Gallura a Porto Torres rivoluzione a Golfo Aranci

OLBIA – Carri merci ferroviari dalla Gallura a Porto Torres. Bertolaso ha detto sì a Soru, rivoluzione per tutto il sistema territoriale dei trasporti. Il centro di Olbia sarà liberato dai binari, più moderne prospettive per lo scalo turritano
I lavori per il vertice del G8 alla Maddalena accelereranno le procedure per la dismissione Intanto sono arrivati ieri i primi moduli abitativi per uso sanitario.

Anni fa, quelle sbarre abbassate bloccarono persino un’autoambulanza con un ferito grave. Scoppiò la polemica, fu tutto inutile. Ogni mezzora, al passaggio di un treno, Olbia veniva paralizzata: si chiudevano i “cancelli”, si formavano lunghe file di auto, a volte per lunghissimi minuti, e veniva da impazzire. Ora quell’ostacolo, la ferrovia dentro la città, sarà rimosso: il G8 accelererà la dismissione dei binari, i vagoni-merci andranno a Porto Torres e Olbia sarà liberata.
Il progetto, che gli olbiesi hanno sempre visto come irrealizzabile, prenderà dunque corpo grazie al summit della Maddalena. E’ tutto vero, nero su bianco sulla prossima ordinanza di protezione civile. La «grande opera» sarà inserita in quelle che, complice il G8, il commissario straordinario Guido Bertolaso appalterà con le procedure straordinarie. Come la Olbia-Sassari e l’allungamento della pista dell’aeroporto.
Avant’ieri, Bertolaso ha detto sì alla richiesta del governatore Renato Soru e dell’assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, «il gallurese Mannoni» come tiene a precisare.
Sarà una rivoluzione per Olbia, da anni bloccata dal passaggio in pieno centro dei treni carichi di merci – sempre di meno, per la verità – diretti verso Golfo Aranci. Ma lo sarà per tutto il sistema dei trasporti sardo.
Succede questo, ora. La maggior parte dei vagoni-merci parte da Cagliari e, per arrivare nella penisola, fa capolinea in Gallura: a Golfo Aranci i carri vengono imbarcati su una nave della Ferrovie dello stato, messa in discussione per la sua poca economicità. Per compiere questo lungo tragitto, i treni passano per Olbia, attraversandola e spaccandola in due. Le sbarre si abbassano, le auto formano delle lunghe colonne: paralisi totale.
La soluzione è semplice. Il comune di Olbia, che ha studiato il progetto, e la Provincia sono stati informati e sono, ovviamente, d’accordo. La stazione ferroviaria verrà spostata: non sarà più dietro corso Umberto, finirà in via Vittorio Veneto. La strada ferrata, quindi, non proseguirà più verso Golfo Aranci, la cui amministrazione si vuole liberare del giogo imposto dai treni allo sviluppo turistico. A Olbia le rotaie si fermeranno dove oggi ci sono le palazzine dei ferrovieri.
In un primo momento non doveva essere così: i binari per i vagoni-merci avrebbero dovuto arrivare fino al porto industriale di Olbia. Così non si sarebbe risolto nulla, però. Soru, che ha incontrato l’amministratore delegato di Fs Moretti, ha preferito puntare tutto sul polo nautico. «La presenza dei vagoni a Cala Saccaia non libera la città, e rischia di compromettere il delicato equIlibrio del golfo di Olbia – dice il presidente -. Invece, la soluzione migliore è quella che fa sviluppare il traffico commerciale, le navi da crociera, e soprattutto il polo della nautica».
Un futuro senza mezzi pesanti per Olbia, anche perché quasi tutti arrivano dal sud della Sardegna. E ora lì resteranno. Soru e Moretti hanno affrontato la questione del collegamento con la penisola: serve un pontile attrezzato. Molti carri resteranno a Cagliari, altri verranno dirottati a Porto Torres. Il piano sarà definito nei dettagli nel corso di un vertice che Soru e l’ad di Fs hanno fissato per le prossime settimane.
E a Olbia i lavori quando partiranno? Non c’è una data: l’intervento, del resto, non è strettamente legato al G8. Bertolaso lo appalterà, senza lungaggini burocratiche, è questo che conta.
Intanto sono arrivati ieri mattina al porto di Olbia dieci Tir con a bordo moduli abitativi (4X3) ad uso sanitario destinati ad essere trasferiti durante la notte alla Maddalena in vista del G8 del luglio 2009. Sotto il controllo della Protezione Civile con la collaborazione del Comando della Guardia Costiera, i carichi speciali sono stati depositati a Palau, in uno spiazzo all’entrata del paese, quindi trasferiti al porto dove sono stati alla fine imbarcati alla volta della Maddalena. Hanno viaggiato sul traghetto Pace della Enermar, noleggiato dalla Protezione Civile. Saranno quindi sistemati nel piazzale dell’ex caserma Faravelli.

La Nuova Sardegna del 19/06/2008

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