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Comune di 
Golfo Aranci
Provincia di Sassari 

La Guerra dei binari

Ferrovie, è l’ultima fermata Golfo Aranci ora accusa Olbia.
Golfo Aranci – Veleni e divisioni per una sera sono stati messi nel congelatore: le ferrovie sono riuscite nel miracolo di ricompattare la maggioranza lacerata da una profonda crisi, con una giunta inesistente e un sindaco imbilico. C’è un appuntamento importante a cui il lunedì il primo cittadino non poteva andare senza avere un mandato dall’assemblea: la conferenza di servizi a Roma, dove si parlerà della dismissione del collegamento ferroviario Olbia Golfo Aranci.

na mazzata per il paese. Che le ferrovie se le vuole tenere e che invece si ritrova a fare i conti con una dismissione decisa da altri, compresa la vicinissima Olbia “che ha pensato a risolvere il problema dell’arretramento della stazione senza pensare alle conseguenze per Golfo Aranci, nessuno ha chiesto il nostro parere”, hanno detto maggioranza e opposizione. Che hanno stilato un documento unitario di protesta che il sindaco Sergio Memmoli porterà a Roma, col quale il Comune esprime il proprio disappunto per non essere stati chiamati in causa e chiederà che le ferrovie non vadano via e il collegamento ferroviario non venga smantellato, richiesta supportata da oltre 900 firme dei golfarancini. “Vogliamo essere ascoltati, dobbiamo ribellarci a chi non ci considera – ha attaccato il sindaco -, non siamo una periferia di Olbia. Pretenderò che Bertolaso venga a Golfo Aranci così come è andato a Olbia, La Maddalena e Palau: deve venire anche qui, solo così si rendferà conto della nostra realtà e delle nostre esigenze”.

La contestazione prima di tutto. Visto che i giochi sembrano essere ormai fatti, previsti tra gli eventi del G8. “La convocazione non parla di dibattito ma di approvazione di progetto – ha sottolineato Giorgio Vagnarelli -. Progetti che noi non abbiamo mai visto: tutto era già stato deciso, cosa può fare Golfo Aranci col suo unico voto? Dobbiamo manifestare in maniera eclatante la nostra protesta”. Il dissenso va bene ma non basta: le aree dismesse delle ferrovie dovranno restare al Comune, è la richiesta del consiglio comunale. Una contropartita necessaria per fronteggiare i danni provocati dalla dismissione. “Non possiamo tornare a mani vuote, dobbiamo riprenderci le aree che poi dovranno essere riqualificate”. Anche l’opposizione polemizza contro “l’ultimo abuso compiuto da Olbia che ci ha portato via le ferrovie”, ha detto Andrea Viola e Vito Frau, sottolineando però che l’amministrazione comunale si sarebbe dovuta muovere prima.
Sia la maggioranza che l’opposizione alla fine del lungo dibattito hanno comunque approvato all’unanimità un documento che condanna senza appello la dismissione della linea ferroviaria Golfo Aranci-Olbia a fronte delle pressanti esigenze di riqualificazione e valorizzazione del complessivo sistema dei trasporti nel paese. Insomma, giù le mani dai binari e i consiglieri comunali sollecitano addirittura “il potenziamento della tratta ferroviaria unitamente alla linea navale che collega Golfo Aranci con Civitavecchia per consentire il trasporto delle merci su rotaia”.

La Nuova Sardegna del 19/12/2008

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